Consigli

A - IMPARARE A CONOSCERE LA VERA FAME

 Alleviare un disagio, la rabbia o la noia e la solitudine con il cibo può essere un fenomeno frequente. Il suo effetto può essere paragonato ad un ansiolitico o ad un antidepressivo. 
In questo caso si tratta di “fame nervosa” o meglio detta “fame emotiva”…..mentale, psicologica. 

La sua origine potrebbe anche essere legata alla nostra infanzia quando la nostra mamma per sedare il nostro pianto o qualche altro disagio ci portava al suo seno o ci forniva il biberon, impedendo così di distinguere la fame fisiologica da disagi di altra natura. Questo con il perdurare del tempo può dare origine al meccanismo perverso per cui ogni disagio soprattutto di tipo emotivo viene placato con il cibo.

 Per iniziare a riconoscere la fame bisognerebbe chiedersi ogni volta che si sta per mangiare se si ha veramente fame. 

Imparare a mangiare secondo la propria necessità fisica richiede tempo, paziente e una conoscenza sempre più approfondita di se stessi.

La fame fisiologica:

- compare e aumenta lentamente;
- è sopportabile, controllabile;
- è una necessità concreta del nostro corpo di fornire energia;
- viene placata da qualsiasi tipo di cibo, anche da un pezzo di pane vecchio;
- se soddisfatta non esercita sensi di colpa;
- non viene condizionata dalla visione di alimenti invitanti.

La fame emotiva:
- compare improvvisamente e in modo intenso; 

- ha bisogno impellente di essere soddisfatta con alimenti dalle caratteristiche tipicamente consolatorie (dolci come cioccolato o biscotti, salati come patatine o pizzette…);
- è più difficile da placare, poiché sussiste finchè si esaurisce l’impulso emotivo che l’ha scatenata
- se soddisfatta genera sensi di colpa; 
- deriva da un bisogno psicologico;
- non può essere controllata con la sola forza di volontà;
- può essere scatenata dalla visione di pasticcini, torte, cioccolato, patatine e altro

B-Alimenti a basso IG

A parità di calorie introdotte ,consumando alimenti a basso IG ,si consumano più calorie

In effetti basta alimentarsi con alimenti a basso carico glicemico per ripristinare la funzionalità del metabolismo e per aiutarci a smaltire quei fastidiosi chili di troppo.

Ma cos'è l'indice glicemico? Si definisce indice glicemico (IG) la velocità con cui, in seguito all'assunzione di un alimento, aumenta la glicemia. È quindi un elenco di alimenti ricchi di carboidrati e del loro impatto sui livelli di glucosio nel sangue. Tutti gli alimenti sono paragonati ad un alimento di riferimento che può essere il glucosio oppure il pane bianco. Più è alto l'IG, più questo alimento favorisce l'aumento di peso a causa di un complesso meccanismo biochimico che implica una maggior produzione di insulina. Il carico glicemico indicato con la sigla CG aiuta ad identificare non solo l'innalzamento della glicemia determinato dai carboidrati, ma anche quello provocato dalla loro quantità e dalle calorie che lo producono. A esempio, l'anguria presenta un elevato IG (perché i suoi zuccheri arrivano velocemente nel sangue), ma uno scarso contenuto di carboidrati, per cui ha un CG basso e come tale, può essere consumata senza restrizioni.

Consumando invece alimenti con basso IG:

Riduce la secrezione di insulina nel corso della giornata e quindi la tendenza ad ingrassare.

La digestione più lenta diminuisce i morsi della fame

Migliora la salute delle arterie riducendo lo stress ossidativi associato ai picchi glicemici.

Favorisce l'elasticità e flessibilità di arterie e vene.

Riduce la tendenza a formare coaguli di sangue.