Via Frugoni 49 è un'insegna nota da diversi anni nel panorama
della ristorazione genovese. Da poco tempo al timone di queste due
intime salette all'ombra del colle di Carignano c'è Fabio Triglia, giovane maître con alle spalle diverse esperienze fra Veneto e Toscana. Entrando si viene accolti da un ambiente caldo, dominato dal legno del
soffitto e dei portabottiglie, l'unico aggiornamento che Fabio ha
apportato all'arredamento. Il ristorante accoglie una cinquantina di
coperti e propone una cucina italiana rivisitata con gusto.
Sul menù si trovano una
ventina di piatti, fra primi e secondi - inoltre ogni giorno
viene proposto un ulteriore piatto della casa, al prezzo fisso di 13 Eu. Fra le specialità della casa, la pasta fresca, che
fresca lo è davvero: viene stesa al momento, dopo che l'avrete ordinata.
Grande attenzione è poi riservata alla carne,
che arriva dall'Argentina e che vede fra le proposte anche un grande
classico della cucina internazionale come la Chateaubriand di filetto
con salsa bernese. I piatti di mare spuntano dal menù con le
specialità a base di acciughe,
che Fabio non manca di consigliare: «ho dei clienti che chiamano
apposta per sapere se ci sono», ci bisbiglia in un orecchio. L'offerta
dei dolci è volutamente casalinga: quindi torte, torte e torte, in un
trionfo di pastafrolla (si segnalano crostate e la sbrisolona). La carta dei vini è selezionata con cura e mostra una chiara predilezione per i prodotti
toscani. Fra i rossi potrà inoltre incuriosire il Fichimori, un rosso
salentino da bersi freddo, insolito abbinamento per un piatto di pesce. Via Frugoni 49 propone anche cene a prezzo fisso su richiesta.
Sempre con un minimo di preavviso (basta chiamare in serata), la cucina
vi aspetta per mangiare fino alle 23, per un appetitoso dopoteatro.
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