storia

Il beagle ha origini molto antiche, se è vero che suoi antenati, o comunque cani molto simili a lui, sono descritti in documenti ritrovati in Grecia e datati 4000 a.c.; la razza, fin dalla sua origine, ha avuto un impiego venatorio principalmente concentrato sulla lepre e sul coniglio selvatico e sembrerebbe sbarcata in Inghilterra al seguito delle legioni romane o anche prima, dato che pare che nel periodo medioevale cani francesi fossero importati in Gran Bretagna e selezionati sul posto fino a divenire di fatto a tutti gli effetti razze britanniche. Il piccolo segugio dalle grandi orecchie e dall’aria birichina divenne poi molto popolare nell’Inghilterra del 1300 e del 1400, soprattutto tra i nobili, divenendo il cane preferito d’Edoardo II, d’Enrico VII e della regina Elisabetta, ma apprezzato anche dai cacciatori, soprattutto intorno al 1700 quando la caccia alla volpe divenne quasi uno sport nazionale. Nel 1890 venne fondato il club di razza che ne stilò lo standard e a partire dal XVII secolo il beagle subì immissioni di sangue foxhound, così da rendere la sua azione di caccia più rapida, ma situazione che portò anche alla nascita di diverse taglie di beagle: uno molto piccolo, detto elisabettiano, uno alto, del sud dell’Inghilterra (southern beagle) e uno piccolo e veloce, del nord (northern beagle). Dopo il primo conflitto mondiale la selezione subì un brusco arresto mentre successivamente seguì la sorte delle altre razze da lavoro, differenziandosi in allevatori che miravano al cane bello da esposizione ma senza grandi attitudini venatorie e in chi preferiva il cane bravo anche se poco rispondente allo standard morfologico.

I pregi principali di un beagle sono sicuramente la vivacità, l’allegria contagiosa, la grande disponibilità e l’inesauribile voglia di giocare: un beagle, in casa, avrà sempre voglia di fare le feste a tutti e sarà pronto a fare amicizia anche con un suo simile, dato che è molto socievole e anni di vita in muta ne hanno fatto un soggetto abituato a convivere con i suoi simili, e quindi mai rissoso o attaccabrighe; ama stare in famiglia ma detesta stare troppo da solo, e questo può divenire un difetto, dato che se lasciato troppo solo può divenire un tantino “distruttivo”. Un beagle sarà sempre amico di tutti, quindi mai un cane da guardia, mai diffidente, neppure verso estranei e mai aggressivo. Tra i difetti maggiori che gli vengono imputati vi è la testardaggine: questa cattiva fama dipende dal fatto che sia un cane abbastanza indipendente e dal fatto che il suo fiuto lo può portare a seguire chissà quale affascinante pista, quindi attenzione a lasciarlo troppo libero, potrebbe tornare solo quando abbia terminato la sua ricerca olfattiva!