Dott. Aneglo Carella C/O Centro Medico Ceccardi

Altre info

La Divisione di Ematologia del Professore è accreditata a livello nazionale ed internazionale per il trapianto autologo e per la cura delle leucemie, linfomi e mielomi. Oltre all'ematologia clinica, in questi anni si è dedicato alla terapia intensiva con " salvataggio" allogenico e / o autologo ( "mini - trapianto - RICT "). Il Prof. Carella è stato il primo in Europa ad adottare il trattamento con le alte dosi di chemioterapia ed autotrapianto di cellule staminali per neoplasie del sangue. (Tumori 1976, Cancer 1983). Nel 1977 ha fatto parte del team che ha introdotto per la prima volta in Italia la procedura di allotrapianto (British Journal of Haematology 1977). La combinazione di Idarubicin, ARA - C ed Etoposide (protocollo ICE) è stata sviluppata dal Prof. Carella per l'induzione dei pazienti con leucemia mieloide acuta. I risultati sono stati pubblicati su Leukemia come uno studio cooperativo italiano (GIMEMA). Ora, questo protocollo è ampiamente usato in questi pazienti in tutto il mondo. E' stato il primo a dimostrare nel sangue periferico dei pazienti con leucemia mieloide cronica la presenza di cellule staminali normali dopo la chemioterapia convenzionale e G-CSF. (Blood, Journal of Clinical Oncology, Leukemia, British Journal of Haematology 1995-1998).

Si è tenuto il 17-18 marzo 2016 a Roma una Conferenza Internazionale sulla terapia dei Linfomi cui hanno partecipato i più importanti esperti ematologi a livello internazionale. Durante la Conferenza, coordinata dal Dott. Carella e dal prof. Zinzani del Seragnoli di Bologna.
Gli aspetti più importanti emersi riguardano il ruolo dei nuovi farmaci che sono in grado di rimettere in remissione pazienti ricaduti o refrattari alla prima linea del Linfoma di Hodgkin e nei Linfomi non Hodgkin. In particolare, il Brentuximab Vedotin, gli inibitori di PD1 e gli inibitori di BTK, P13K, BCL-2 e del proteosoma. Grande rilievo ha avuto il ruolo della PET grazie alla quale siamo in grado precocemente di stabilire i pazienti che avranno una prognosi favorevole rispetto a quelli che dovranno essere trasferiti su terapie diverse.
In conclusione è stato un successo dove gli esperti italiani si sono confrontati con i colleghi stranieri e si sono trovate linee guida condivise.

PUBBLICAZIONI:

Ha pubblicato 350 lavori su riviste scientifiche, 110 capitoli per libri di Ematologia ed Oncologia. Editore di 8 Volumi (da solo o in collaborazione con esperti internazionali)