ASS. S.  S.K.S. SCUOLA DI KARATE SHOTOKAN DEL MAESTRO FORSENNATO DONATO

I BAMBINI E GLI ADOLESCENTI

1242395307              sks scuola di karate shotokan
                          del m° Donato Forsennato


il karate e i bambini

Tutti possono praticare il karate tradizionale, in particolare i bambini, godono di un loro spazio e possono allenare le tecniche di karate tradizionale opportunamente alternate a giochi e attività ginniche.

Un bambino ha necessità di imparare a conoscersi, di percepire le varie parti del suo corpo, di individuare le stesse componenti corporee nei suoi simili.

Attraverso il movimento nelle varie direzioni può cominciare a percepire gli elementi dello spazio che lo circonda, ad apprendere in modo semplice le varie forme geometriche, a strutturare il reale fino ad imparare ad orientarsi.

Riconoscere con prontezza e facilità la destra con la sinistra, prima su se stessi e poi sugli altri, vale a dire sviluppare la propria lateralità, può sembrare banale all’occhio di un adulto, mentre costituisce un’acquisizione davvero importante nel bambino.

Ecco che l’esecuzione dei più semplici kata, gli esercizi codificati di forma del karate tradizionale, che si sviluppano specularmente nelle varie direzioni impegnando in modo simmetrico tutto il corpo, costituiscono per il karateka di giovane età un divertente mezzo di conoscenza, oltre che un corretto ed equilibrato esercizio fisico.

 La consapevolezza delle proprie risorse, l’accettazione dei propri limiti, il desiderio di migliorarli accettando l’insegnamento di chi ha maggiore
  esperienza, la capacità di mettersi in gioco nell’affrontare le difficoltà, rappresentano obiettivi che ogni genitore vorrebbe vedere raggiunti dai propri figli.

La disciplina sportiva, in questo caso il karate tradizionale, diventa la metafora del vivere; la  palestra dove si consuma, solo in modo figurato, il rito del combattimento, diventa il luogo dove si apprende che affrontare il prossimo significa prima di tutto rispettarlo, comprenderlo e accettarlo.

Niente “colpi bassi” o lotte furibonde:

 


un bambino impara solamente a controllarsi e a esprimersi, ad affrontare piccole difficoltà, a conoscere se stesso per poter conoscere gli altri, a vincere la propria timidezza ed a frenare la propria esuberanza.


il karate e gli adolescenti

 E’ noto che gli adolescenti si trovano in una fase  di passaggio tra l’infanzia e l’età adulta in cui si producono profondi cambiamenti fisici e psicologici.
 Spesso diventano oppositivi, tendono a trasgredire le regole, diventano meno inclini alle effusioni e alle confidenze con i genitori, si chiudono in camera oppure ricercano costantemente la compagnia dei coetanei, sono poco interessati alla scuola…

Appartenenza ad un gruppo
La prima scelta che un’adolescente intraprende in reazione a questi cambiamenti è trovare l’appartenenza ad un gruppo. Dopo avere messo in discussione il nucleo familiare come gruppo, il ragazzo cerca nuove esperienze e nuovi confronti cambiando diversi gruppi di compagni.

Il gruppo diventa occasione per uscire dal solito, cercare nuove esperienze e serve come bagaglio per formare il carattere dell’adolescente.
All’interno di un gruppo si è tutti uguali, nessuno decide e nessuno prende l’iniziativa. È un comportamento istintivo e serve per non rompere quell’equilibrio di tolleranza e accettazione che ogni componente vuole.Fra i gruppi che l’adolescente attraversa ce ne è uno in cui può identificarsi e mettersi alla prova in maniera sana: il gruppo sportivo.

Se poi il gruppo sportivo è fondato su sani valori come quelli di una disciplina marziale è molto più facile per un ragazzo trovare un ambiente adatto ai suoi bisogni e in grado di correggere gli squilibri fisici e psicologici provocati da questo improvviso cambiamento.

L’istruttore di karate e gli adolescenti

Le tre qualità principale che deve avere un istruttore di karate qualificato per dare fiducia e intervenire correttamente su un adolescente sono:

Coerenza: quello che si insegna deve trovare riscontro nei propri comportamenti.
Il karate tradizionale e i suoi principi si praticano in palestra così come nella vita di tutti i giorni.

Accettazione: chi chiede aiuto deve essere innanzitutto accettato, non escluso dal gruppo e così pure chi offre l’aiuto. Ogni praticante di karate viene trattato col massimo rispetto, sia da parte dei compagni che dall’istruttore.

Empatia: con “simpatia” si intende una emozione positiva nei confronti di una persona; il termine “empatia” invece significa provare le stesse emozioni di un’altra persona.
Un buon istruttore di karate è in grado di mettersi nei panni degli altri ed entrare nel loro stato d’animo, questo aiuta a trovare la soluzione migliore.

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